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La scuola Thotagamuwa

La scuola Thotagamuwa a Hikkaduwa dista dalla strada statale che scende verso Galle non più di una cinquantina di metri: passando, si vede sulla sinistra un grande edificio azzurro, con davanti poche casette ben sistemate.

Se arrivate al cancello e chiedete di vedere l’interno – cosa che vi accorderanno senza problemi, perché la gente del posto è contenta di far vedere la scuola – dovete fare solo pochi passi sul lato corto della costruzione azzurra per trovarvi al centro di un arcobaleno di edifici disseminati nello spazio di un grande cortile.

A sinistra, gialla, la sala riunioni e gli uffici del preside. Ancor più a sinistra, sei piccole strutture verdi, disposte spigolo a spigolo, rialzate sul piano del terreno di circa un metro – una decina di scalini in tutto, abbastanza però per ridare alle famiglie la serenità e la sicurezza cancellate dal mare quel 26 dicembre – contengono altrettante aule del ciclo primario.

Davanti a voi, tre ampi padiglioni a colonne, aperti dai quattro lati attorno ad una sola stanza centrale, costituiscono la zona per la refezione. Più discoste, ai lati opposti del cortile vicino al muro di cinta, due costruzioni rosso vivo accolgono i servizi igienici. A destra scoprite che l’edificio blu che avete visto per primo è in realtà una grande struttura ad elle, a due piani, con un avancorpo anch’esso azzurro intenso, dove sono raccolte le aule del secondo ciclo, la biblioteca, la sala computer, un laboratorio di scienze ed uno di “scienze domestiche”: sbirciando dalle finestre si vedono tavoli, sedie, disegni appesi alle pareti, attrezzi da cucina e una stufa a gas a tre fuochi, che basta da sola a spiegare quale sia il nocciolo dell’insegnamento che vi viene impartito alla sola componente femminile della scuola.


Il complesso, dimensionato per accogliere fino a 410 allievi, ha un’aria festosa, si sente che è vissuto, curato ed amato: sulle pareti del muro di cinta cominciano a comparire grandi disegni a colori realizzati dai ragazzi; sulla parete di una delle aule verdi è dipinto un grande murale, con scene di speranza, di lavoro e di festa; aiuole fiorite costeggiano gli edifici, il prato è segnato con cura da vialetti di ghiaia e di sabbia, le piante cominciano a crescere superando in altezza i sostegni che le hanno protette. Non manca, isolato, il piccolissimo tempietto con il Budda nella posizione del loto, scampato alla furia dello tsunami e restaurato con cura. Sulla parete una lapide e la foto di un bambino, forse un compagno di scuola che non ha più preso posto tra i banchi. Ma non c’è tristezza neppure in questo minuscolo monumento all’amicizia.

Lo tsunami, poco alla volta, ha smesso di essere un incubo e sta diventando un ricordo. Presto sarà solo una memoria, tramandata di classe in classe dai festosi allievi di Thotagamuwa.

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