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La Scuola Jinarathna

Dallo tsunami in poi, i ragazzi e le ragazze di Telwatta, una delle zone dove l’onda ha fatto più vittime e danni sulla costa sud, sono stati ospiti del monaco buddista che li ha accolti negli edifici vicini al tempio, sulla collina sovrastante. Ora la sua accoglienza ha avuto termine, e la sua benedizione ha accompagnato l’inizio delle attività scolastiche nella nuova scuola. Il complesso Jinarathna è costituito da un grappolo di edifici, distribuiti come sempre attorno ad una corte interna.

Superato il cancello, vi trovate tra due costruzioni a tre piani. Quella a destra, tinteggiata in rosa pallido, al pian terreno ospita il preside e l’amministrazione: dalle finestre della loro stanza il “principal” e i suoi collaboratori possono controllare sia il cortile che l’ingresso. Al primo piano, già comincia la serie delle aule. Nell’edificio a sinistra, colorato in azzurro, il piano terra è occupato per intero da una grande sala riunioni, con il palco per le rappresentazioni e i locali di servizio.

Sui due lati, si trovano costruzioni più piccole. Una è il risultato della ristrutturazione di un’aula della vecchia scuola, che riproduce in mattoni la struttura tipica di tante scuole dello Sri Lanka, semplici capannoni con due lati corti in muratura e i lati lunghi, protetti da grate, aperti sullo spazio circostante. A Jinarathna gli edifici hanno tetti di tegole, mentre girando per l’isola si vede che, il più delle volte, la copertura delle strutture è in lamiera o in eternit.

Di fronte, su una costruzione a due piani dipinta in celeste, in cui è stato ricostruito il locale che ospitava la biblioteca della vecchia scuola, si vede disegnata all’altezza delle finestre del primo piano una linea blu ondulata: basta avvicinarsi per leggere, in un angolo, una scritta che ricorda che quella è stata l’altezza raggiunta dall’onda di maremoto. Il cortile, in fondo, è chiuso da una costruzione a quattro piani, tutta dedicata alle aule. La scuola accoglie sia i corsi del primo livello che quelli del livello secondario ed anche due classi, finali, che danno un titolo di specializzazione. In totale il complesso accoglie 410 allievi, affidati alle cure di 22 insegnanti, ma gli spazi costruiti dal Dipartimento possono arrivare a contenerne il doppio.

Anche il “principal” insegna, come non capita spesso nelle altre scuole del Paese, e sentendolo parlare ci si accorge di quanto senta sua questa scuola. C’è fierezza nel suo sguardo quando mostra la sala computer e la biblioteca, che qui già contiene, schedati a dovere in grandi registri, ben 4645 volumi. E c’è molta passione nelle sue parole quando racconta della scuola, c’è molta fiducia in ciò che essa può fare per bambini e ragazzi che spesso hanno perso, nel maremoto, più di un membro della famiglia. C’è in lui lo stesso sguardo responsabile e disponibile che avevano gli occhi del monaco, quando decise che il Budda non sarebbe stato troppo disturbato, nel suo perenne meditare, dalla presenza di centinaia di piccoli scolari nel recinto del suo tempio.

IMG_3475.jpgIMG_3487.jpgIMG_3490.jpgIMG_3494.jpgIMG_3495.jpgIMG_3501.jpgIMG_3503.jpgIMG_3507.jpgIMG_5775(1).jpgIMG_5777(1).jpgIMG_5781(1).jpgIMG_5782(1).jpgIMG_5793(1).jpgIMG_5796(1).jpgIMG_5811(1).jpgIMG_5815(1).jpgIMG_5821(1).jpgIMG_5826(1).jpgIMG_5830(1).jpgIMG_5838(1).jpgSri-Lanka-3-157.jpgSri-Lanka-3-162.jpgSri-Lanka-3-177.jpg