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L’Anpas a Walahwanduwa

Sono 27 le case ad un piano, con locale interno ad uso cucina e servizi igienici all’esterno, costruite dall’Anpas, Associazione nazionale di protezione civile, a Walahwanduwa, un villaggio che sta sorgendo su una collina che si raggiunge deviando dalla strada costiera subito dopo la città di Galle.

Il sito, indicato all’Anpas dalle Autorità locali, ospita famiglie di senzatetto che un tempo abitavano lungo la costa, in un lotto di terreno accanto al quale si stanno costruendo altre case, per iniziativa di diversi donatori e organismi internazionali.

Come negli altri centri abitati sorti ex novo dopo il maremoto, anche quello che ha visto all’opera l’Associazione italiana, coadiuvata nella gestione dei rapporti con le Autorità locali e la popolazione da una Ong cingalese con sede a Galle, i problemi da risolvere sono stati tanti.

Walahanduwa fino a un anno fa era solo un terreno spoglio, la punta di una collina che aveva ospitato, nel tempo, prima la foresta poi piantagioni di cocco.

Si è cominciato da zero, costruendo inizialmente la strada d’accesso per poi procedere all’urbanizzazione dell’area e provvedere agli allacciamenti dell’acqua e della corrente elettrica, nell’abituale continuo confronto con le numerose Autorità locali interessate alla realizzazione del nuovo villaggio.

La pioggia, caduta abbondante quando si erano appena gettate le fondazioni delle case, ha segnato in profondità il terreno, dimostrando che occorrevano ulteriori interventi di consolidamento prima di procedere.

Con il sostegno del Dipartimento, che ha assunto direttamente la direzione dei lavori, si è provveduto alla costruzione di muri di contenimento a protezione di ogni edificio.

Il progetto è arrivato a buon fine nell’agosto del 2007, quando una cerimonia pubblica di hand over ha salutato la firma dei documenti ufficiali di proprietà e l’ingresso delle famiglie nelle nuove abitazioni.

Anpas ha costruito anche due centri sociali, uno a Walahwanduwa e l’altro nel villaggio di Katugoda, oltre a svolgere azioni in favore delle comunità locali per la ripresa delle attività economiche delle famiglie, il ripristino di idonee condizioni igienico-sanitarie, l’assistenza e il sostegno ai bambini più piccoli delle famiglie colpite dal maremoto.
  • Costruzione parziale di 27 case
  • Costruzione di 2 centri comunitari
  • Ripresa delle piccole attività produttive
  • Ripristino delle condizioni igienico-sanitarie
  • Fornitura di supplementi nutritivi e medicinali
  • Fornitura di attrezzature