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L’Afmal e l’ospedale di Muthur

Era intervenuta anche la Cooperazione italiana, tanti anni fa, a ristrutturare una parte dell’ospedale di Muthur: piccoli padiglioni, collegati tra loro da tettoie basse sorrette da colonnine, a disegnare un dedalo di percorsi interni all’area, circondata da un muro di cinta. Dopo che lo tsunami ha distrutto una parte dei padiglioni e dei passaggi, diversi donatori hanno messo mano alla ricostruzione.

Il Dipartimento in un primo momento ha assicurato la ripresa dell’attività sanitaria tramite l’Afmal, che ha fornito formazione al personale mentre i lavori procedevano, insieme a tende, medicinali e attrezzature da campo – una tenda è ancora montata nel cortile, sbiadita ma perfetta, usata come deposito di materiale elettrico –, poi ha ristrutturato il padiglione che ospita il reparto maternità, quello del pronto soccorso e dei laboratori di analisi, le aree comuni usate come sale d’attesa, ed infine ha realizzato un gabinetto dentistico attrezzato e un nuovo padiglione per la sala chirurgica.

La ristrutturazione è finita in fretta, ma l’ospedale si è trovato in piena zona di guerra, gli equipaggiamenti non sono stati montati e per un periodo sono stati trasferiti a Trincomalee. Muthur, per mesi, è stato un paese privo di abitanti, ad eccezione di quelli in uniforme.

Quando la situazione è tornata alla normalità, le Autorità locali hanno provveduto a riparare i danni dei colpi d’arma da fuoco e a render di nuovo praticabile l’ospedale. A questo punto è stato possibile installare le attrezzature sanitarie comprese nel nostro progetto, aprire i padiglioni costruiti, avviare, in collaborazione con il personale dell’Aispo presente a Kinniya, che scende a Muthur col traghetto due volte la settimana, un lavoro di assistenza al personale medico e paramedico. Quando chiedi al direttore del complesso sanitario notizie sulla struttura, ti dice che adesso visitano circa 120 pazienti ogni giorno, e ci sono una cinquantina di nascite al mese. “Prima” il complesso lavorava su ritmi molto più sostenuti, le nuove nascite erano almeno duecento. Se chiedi “prima di cosa?”, ti guarda, sorride e ti risponde: “prima”, senza aggiungere niente. Poi dice “ma torneremo a crescere”, e non sai se risponde a te o sta parlando a se stesso, cercando nelle parole almeno il sapore della speranza.
  • Ristrutturazione Ospedale di Muthur : parti comuni, camminamenti e muro di cinta
  • Ristrutturazione reparto medicina uomini
  • Ristrutturazione reparto medicina donne
  • Ristrutturazione pronto soccorso
  • Ristrutturazione laboratorio
  • Ristrutturazione clinica dentistica
  • Ristrutturazione blocco cucina
  • Acquisto e installazione materiali e attrezzature medico-sanitarie
  • Installazione del sistema informatico