logo Ricerca e Cooperazione
  • Settore di intervento:
  • Località:
  • Finanziamento:
  • dal

Il sostegno ai pescatori di Ricerca e Cooperazione

Le piccole comunità di pescatori dislocate lungo la costa sud est del Paese, che già prima dello tsunami risultavano tra le fasce più marginali ed economicamente vulnerabili della popolazione dell’area, dopo il terribile evento sono state seriamente minacciate a causa degli ingenti danni alle abitazioni e ai mezzi di sussistenza.

Ricerca e Cooperazione ha iniziato a raccogliere informazioni sul contesto e sui bisogni della popolazione colpita dallo tsunami già a metà gennaio 2005, in collaborazione con Nafso, un’organizzazione cingalese impegnata con le comunità dei pescatori dello Sri Lanka dal 1993, successivamente divenuta partner locale del progetto dell’Ong. In seguito a questo lavoro preparatorio, l’attività di Ricerca e Cooperazione, rivolta alla comunità di pescatori della località di Pottuvil, si è articolata in due settori di intervento: il sostegno alla pesca e la ricostruzione di abitazioni.


Per quanto riguarda il primo settore, l’Ong ha acquistato e distribuito 50 imbarcazioni a fondo piatto per la pesca in mare, 20 canoe da mare, 150 canoe da laguna a remi, 1400 reti da mare, 300 reti da laguna con relativi piombi e 70 motori fuoribordo. Nel settore della ricostruzione, Ricerca e Cooperazione ha realizzato 63 abitazioni ad un piano nelle zone di Kudakkali, Singhapura e Pottuvil, ognuna con annessa latrina.
L’Ong ha lasciato un segno del proprio lavoro non solo con le realizzazioni, ma forse ancor di più con il metodo usato per impostare e condurre a termine il progetto: un continuo e paritetico coinvolgimento delle comunità interessate, realizzato con la costituzione di un Comitato di villaggio, composto da rappresentanti delle tre etnie cingalese, tamil e musulmana, da capifamiglia, donne e Autorità locali, che ha supervisionato i lavori, assicurato i rapporti con i beneficiari, garantito l’imparzialità degli aiuti forniti e mantenuto contatti con le altre Istituzioni presenti nell’area.

La particolare attenzione posta a individuare forme di tutela e promozione degli interessi delle donne, il cui ruolo essenziale nelle comunità locali spesso è sottovalutato o non riconosciuto, si è tradotta, con il consenso formale anche degli anziani e dei capifamiglia, nella stesura di contratti di consegna delle case alle famiglie beneficiarie che assegnano la proprietà alla coppia e non soltanto al capofamiglia.

Non è certo con un progetto che si cambia una cultura secolare, ma lo sguardo intenso e profondo delle donne che firmavano gli atti di hand over insieme ai mariti è la prova che l’attenzione di Ricerca e Cooperazione alle donne è stata compresa e gradita: certamente un ricordo felice, forse un seme per un domani più giusto.
  • 50 barche da 18'
  • 20 barche da 21'
  • 150 canoe da 15'
  • 1.700 reti da pesca e 450 piombi per reti
  • 70 motori da 8HP
  • 63 unità abitative dotate di servizi igienici realizzate al 90%